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     Un anno di attesa è ripagato dalle grida festose di vecchi e giovani buco-buchisti pronte a proporre quelle strofette rituali di quest'antico e leggendario canto in cui si ritrovano parole del passato contaminate secondo le esigenze dei tempi. Nel frattempo le ore passano, i giorni si alternano, la notte genera un nuovo anno e con essa un nuovo ciclo, nuovi personaggi e altri miti arricchiscono la millenaria storia aurunca. In questa sentita tradizione popolare, fondamentale e determinante è stata la trasmissione orale sia del testo che della melodia, ma anche l'uso e l'impiego degli strumenti musicali che servono a dar vita a questa celebrazione di folklore locale. Strumenti semplici, poveri costruiti artigianalmente dagli stessi esecutori che caratterizzano questa particolare "liturgia popolare". Importante è che in questi momenti di aggregazione collettiva vi siano orecchi e cuori attenti a questi suoni che hanno alimentato il nostro passato e possono tornare vivi nella bellezza del ricordo, come presa di coscienza di insostituibili momenti di ritualità.
     Lo strumento musicale classico della tradizione aurunca è senza dubbio ru Zuchete - zu (Puti - pu). voce onomatopeica che si riferisce al particolare suono emesso da questo strumento musicale popolare, diffuso nell'Italia Meridionale.



Zuchete zuchete e violini
cu chitarre e mandolini,
mamme e figli riuniti
e se ne andarono i meschini.

 
     Viene anche detto Struglio o Buco - buco. Si tratta di un tipico tamburo a frizione di antichissima origine. Costituito da una canna preventivamente legata e fissata al centro di una struttura cilindrica, ossia su di una botte di piccole dimensioni che ricoperta di pelle funge da cassa armonica. facendo scorrere la mano bagnata lungo la canna la pelle sottostante produce un suono cupo, ingigantito dalla cassa armonica. Questo tipico strumento musicale serve a cadenzare il ritmo nelle varie melodie.


 
     Il Triccabballacche o Martieglio è composto da una struttura trapezoidale di legno, ove vi sono posti tre martelli anch'essi di legno, di cui uno fisso che è percosso dagli altri due snodati, collegati solo alla base da un chiodo. Tutta la struttura superiore e i martelli sono contornati da sonagli circolari di stagnola dal diametro di due - cinque cm. che producono un suono metallico. Era usato in guerra dai Saraceni per incitamento.
     Lo Scetavajasse è composto da due bastoni di legno lunghi all'incirca 40 - 50 cm. facilmente impugnabili nelle due mani. Un bastone è dentato ed è ricoperto di sonagli, l'altro e liscio e serve a sfregare il bastone dentato cosi da produrre un suono particolarmente gracchiante.
     Le "Tacche, tacche" o Tàccarelle - anche questo strumento è rigorosamente di legno. è' composto di due tavole di circa 20 - 30 cm di h. per 10 - 15 di 1. unite alla base da un pezzo di cuoio inchiodato e che produce un suono forte e schioccante, è coronate da cimbali o sonagli di stagnola.
     L'Acciaino o Triangolo è composto da un triangolo di acciaio, tenuto sospeso da un pezzo di corda interposto tra le dita del suonatore e il Triangolo, che percosso da un bastone di acciaio lungo 20 -25 cm., produce un tintinnio delicato, simile ad un campanellino.
     La Tammorra, strumento principe della tradizione Campana, è simile al tamburello. ma di dimensione più grande e dal suono profondo.
     Le Castagnette, cugine delle nacchere, che messe tra le dita dei suonatori, producono un suono simile ad uno schiocco di una frusta.
     Fisarmoniche, Organetti e strumenti a fiato, sono utilizzati per questa rituale notte di San Silvestro.

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